Saluto del Dirigente Scolastico Grotti

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Cari studenti, care studentesse,

Gentili docenti, personale ata, genitori

In questi anni vi ho scritto molte volte, per i motivi più disparati. Questa volta però è un po’ diverso dal solito, e soprattutto è l’ultima volta che lo faccio. Dal prossimo 1° settembre termino la mia esperienza lavorativa nella scuola. Sono stati 43 anni nei quali, con ruoli e modalità diverse, ho sempre vissuto nell’ambito della formazione. Sono contento di aver concluso questo percorso nel “nostro” Liceo Redi, dove ho lavorato esattamente un decennio, dal 2010 al 2020.

Sono stati anni molto impegnativi, vissuti in una scuola che è sempre stata un punto di riferimento importante per la città di Arezzo e non solo. È stato per me un onore lavorare in questo contesto. Abbiamo, tutti assieme, raggiunto traguardi importanti, pur senza negare le difficoltà incontrate.

Abbiamo cercato di migliorare l’accoglienza degli ambienti: tinteggiatura di molte aule, rinnovo della dotazione tecnologica, potenziamento dei laboratori, miglioramento degli arredi, sistemazione del verde, attrezzatura delle palestre, asfaltatura di alcuni piazzali, sistemi di sicurezza, bar interno, potenziamento della Rete e connessioni wireless, sistemi di videoproiezioni in tutte le aule, aggiornamento sito web e presenza nei social, realizzazione di alcune nuove aule. Quello che non è stato sufficiente è proprio l’adeguamento degli spazi: avremmo bisogno di nuove aule, nuovi laboratori, nuova palestra e nuova aula magna. Ci abbiamo molto lavorato assieme, e qui vorrei ricordare la bella esperienza del gruppo (docenti, personale ata, genitori, studenti) che hanno dato vita ad “Arezzocicredi”, la progettazione partecipata di ambienti polivalenti e fortemente innovativi che, se realizzati, ci avrebbero permesso di offrire ai nostri studenti un servizio ancora migliore. Non sempre abbiamo avuto adeguata attenzione da parte di alcuni interlocutori, mentre non poche realtà del nostro territorio si sono dimostrate attente e interessate. Tuttavia l’esperienza non è stata vana ed è una premessa per sviluppi ulteriori che mi auguro vengano portati avanti. Dopo qualche oscillazione dell’Ente Locale abbiamo avuto una succursale: dapprima all’ex Cadorna e poi in Piazza della Badia. Colgo questa occasione per informare ufficialmente che, anche dietro un pressing non indifferente, siamo riusciti ad ottenere a partire dal 1°settembre 2020 un ampliamento dei locali della succursale: questo ci permetterà di avere aule più spaziose, adeguate anche agli standard di sicurezza Covid19, un nuovo laboratorio linguistico fisso, un ambiente polivalente per attività di gruppo e laboratoriali.

Dal punto di vista formativo il Liceo Redi ha avuto (con la riforma degli ordinamenti del 2010) il Liceo Scientifico di Ordinamento, l’opzione Scienze Applicate e l’indirizzo Sportivo; ha aperto inoltre il Liceo Linguistico (prosecuzione in forma autonoma e rafforzata del precedente Scientifico Bilingue), in cui oltre a inglese, francese e spagnolo è stata molto ampliata la presenza del tedesco ed è stato introdotto il cinese. Lo Scientifico ha inoltro avuto la certificazione Net Academy Cisco, il Liceo Biomedico e le attività di robotica; il Linguistico ha il corso Esabac (doppio diploma italiano e francese) e il corso Cambridge. Nel 2010 risultavano iscritti 1.100 studenti, diventati 1.650 nel 2020, con quasi 70 classi e 200 persone tra Docenti e Ata. Le famiglie e gli studenti ci hanno dato fiducia, e questa è sempre stata sentita come una grossa responsabilità cui è fondamentale dare una risposta adeguata. Ringrazio i tantissimi che mi hanno aiutato con grande competenza e partecipazione, mi scuso per quanto non siamo stati in grado di realizzare adeguatamente.Non nascondo di essere orgoglioso dei risultati raggiunti da molti nostri studenti: risultati interni alla scuola ma molto spesso esterni, in gare e manifestazioni nazionali e internazionali, nonché nella carriera universitaria e lavorativa. Ho allo stesso tempo molto apprezzato il percorso di studenti che a volte attraversavano dei momenti di fragilità ma non si sono scoraggiati e, grazie al loro impegno, al sostegno dei loro docenti e molto spesso a quello degli stessi compagni, li hanno superati. Di tutti ho apprezzato la capacità di rispondere positivamente alle proposte culturali, educative, sociali e di attività collaborativa venute dal Liceo. L’accoglienza delle classi prime, il tutoraggio dei compagni in difficoltà, il supporto all’orientamento, i gruppi opzionali dedicati alle varie discipline, il volontariato, tantissime altre attività hanno mostrato la vitalità e la creatività delle nuove generazioni.

Ho trovato già al mio arrivo tante iniziative che sono proseguite con successo: penso all’esperienza di “Matematica nel teatro”, il gruppo di lettura, il caffè filosofico, il Piano Nazionale Lauree Scientifiche, il Progetto Galileo e davvero molte altre che qui non è possibile elencare. Tra le tante che abbiamo realizzato in questi dieci anni cito il progetto quinquennale “We are REDI for the Future”, pensato per i 90 anni del Liceo. Ci ha permesso di prepararci sulle tecnologie digitali, di collaborare con molte aziende del territorio, di fare didattica laboratoriale e innovativa, di avere per cinque anni un nostro canale televisivo sul digitale terrestre. Da quando è stata data anche alle scuole della nostra Regione la possibilità di candidarsi a progetti PON e FESR ne abbiamo vinti davvero molti: non è possibile qui ricordarli tutti ma rimando alle informazioni presenti nel nostro sito e nei social. Ne cito qui alcuni di cui siamo scuola capofila: il progetto europeo STEMap, triennale, dedicato a nuove forme di didattica delle discipline scientifiche, tecnologiche e matematico-fisiche con una particolare attenzione alla parità di genere e al superamento degli stereotipi. Il progetto nazionale “Curricoli digitali”, biennale, in cui siamo una delle 25 scuole scelte in Italia per la progettazione e la sperimentazione di nuovi curricoli di ordinamento in ambiente digitale (geolocalizzazione, rappresentazione visiva dei dati, realtà aumentata).

Non mi soffermo su quanto è successo in questo ultimo anno scolastico con l’emergenza della pandemia da Covid-19: ho avuto già modo di scrivervi più volte in questi mesi e rimando a quegli interventi. Ringrazio ancora una volta tutti quelli che si sono impegnati per affrontare nel modo migliore un’esperienza del tutto inaspettata e che però ha visto anche tanta solidarietà.

Chiunque opera nella scuola sa bene che, accanto a tante energie e belle realizzazioni, non mancano i problemi. Il principale credo sia nella scarsa attenzione che globalmente offriamo alla formazione e al futuro dei nostri studenti. Il nostro Paese dedica solo il 3,9% del Pil agli istituti scolastici e di formazione, mentre la media europea è del 4,7%. Dietro di noi ci sono solo Romania, Bulgaria e Irlanda. Diminuiscono anche i laureati: quelli tra i 30 e i 34 anni sono il 26,9% contro la media europea del 39,9%. Di fronte alla precarietà del lavoro e all’assenza di garanzie di un futuro migliore dopo gli studi, oggi molti giovani hanno spostato i propri obiettivi su altri orizzonti, come ad esempio il mondo dei social: il 53,3% dei giovani tra i 18 e i 34 anni è convinto che oggi chiunque possa diventare famoso e che popolarità sui social sia un fattore fondamentale per riuscire a sfondare, come se si trattasse di talento o di competenze acquisite con lo studio. Sono davvero queste le prospettive che vogliamo offrire? Mi auguro che emerga sempre più forte la consapevolezza che è un dovere morale, ma anche interesse di tutti, scoprire e valorizzare i talenti dei nostri giovani.

Concludo con un augurio rivolto principalmente ai docenti, ma che vale in realtà per tutti. La scuola è un luogo complesso e ricco, fatto certamente di organizzazione, normative, strutture, contenuti – ma soprattutto fatto di relazioni. È sulla relazione buona che si può costruire tutto il resto. E nella relazione è importante vedere l’altro per come è (comprese le lacune e le fragilità, eventualmente da segnalare). Ma è ancora più importante saper vedere quello che l’altro potrà essere, quello che ancora forse non è ma che può diventare. Il tipo di sguardo che scegliamo di avere verso le persone non è senza conseguenze. C’è un aneddoto che voglio condividere: Un tale si era innamorato della celebre cantante e ballerina Elena Sontag che vedeva stupenda. Un giorno un amico gli disse: “Ma non hai notato che la signorina ha un occhio più piccolo dell’altro?”. “Macché - ribatté il convinto ammiratore - “ha un occhio più grande dell'altro!”.

Ho passato una vita nella scuola. Non sono mancati gli errori ma penso anche di aver capito alcune cose. Ad esempio che ciascun studente ha delle potenzialità, dei canali di comunicazione che a volte sono difficili da trovare ma ci sono. Riporto una citazione da una mail che mi è arrivata in questi giorni da un ex studente. Ai tempi aveva trovato qualche difficoltà: ma l’essersi sentito accolto lo ha aiutato a trovare la sua (ottima) strada attuale: “Mi sono sentito libero a scuola, libero di poter proporre, fare e non avere limiti creativi. Inoltre, non dimenticherò mai gli incontri e le “parlate” sui vari progetti nel suo studio. Ancora oggi rido di come ero conciato, ero nel mio pieno periodo di ribellione da "metal" e quindi avevo catene e maglie di band improbabili, eppure non mi è mai stato detto niente, neanche per gli incontri più "importanti”.

Infine vorrei ricordare, pur senza nominarli, alcuni studenti che in questi anni ci hanno tragicamente lasciato. Anche nell’età della giovinezza e della spensieratezza la vita ci pone a confronto con le sue asperità: le nostre, dei familiari, degli amici. Li ricordiamo con affetto e commozione.

Un caro saluto a tutti, i migliori auguri a ciascuno per tutte le iniziative future e in particolare alla collega Monica Cicalini che dal 1° settembre 2020 sarà la nuova Dirigente di un Liceo che nel 2023 compie cento anni ma credo sia più giovane che mai.

Il Dirigente Scolastico

Prof. Anselmo Grotti