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ORIGINI E STORIA DEL LICEO SCIENTIFICO "REDI"

Il R. Decreto 6 maggio 1923, n. 1054, fissando i nuovi ordinamenti della istruzione secondaria, istituì i licei Scientifici ai quali assegnò il compito di sviluppare e di approfondire, con paticolare riguardo alla cultura scientifica, l'istruzione dei giovani aspiranti agli studi universitari nelle Facoltà di Scienze (Matematica, Fisica, Chimica, Farmacia, Scienze Naturali, Ingegneria), di Medicina e Chirurgia e di Veterinaria.

Il Decreto sopracitato costituì l'attuazione della Riforma Gentile, la quale, ispirata ai principi dell'Idealismo, informò tutta la scuola italiana, sino alla conclusione della seconda guerra mondiale, secondo una visione centralizzata, prevalentemente umanistica, fortemente selettiva.

Il Liceo Scientifico "F. Redi" fu fra i primi in Italia ad essere istituito.

Il 27 settembre 1923 assume servizio il primo Preside, il prof. Alberto Razzauti; il primo ottobre arriva la comunicazione che il Ministero della P.I. ha approvato la sistemazione provvisoria del Liceo in una parte del primo piano del Palazzo di Badia, sede dell'Istituto Tecnico; il 29 ottobre hanno inizio le lezioni con orario ridotto; il 29 ottobre, tutti gli insegnanti (6 complessivamente) hanno assunto servizio e le lezioni si svolgono secon­do l'orario normale.

Sembra opportuno soffermarci un po' sui primi anni di vita della nuova scuola perché ci servono a dare un'idea pre­cisa della sua struttura e dello spirito che ha informato il Liceo Scientifico Redi, almeno sino alla seconda guerra mondiale.

Gli studi del Liceo Scientifico avevano la durata di 4 anni (che diventeranno cinque con il D.L.L. 7 settembre 1945); per iscriversi alla prima classe, il candidato doveva superare un esame di ammissione sul programma stabilito dal R.D. 4 ottobre 1923; le vie normali di accesso erano il corso inferiore dell'Isti­tuto Tecnico e il Ginnasio superiore.

Il titolo di ammissione al Liceo Scientifico era valido per la iscrizione alla prima classe del corso superiore dell'Istituto Tecnico e non viceversa.

Durante il primo anno scolastico 1923-24 funzionavano due classi (la prima con 7 alunni e la seconda con 25 alunni) per un totale di 32 alunni di cui 21 provenienti da Istituti Tecnici, 10 da Ginnasio e 1 dal Liceo classico.

Nel secondo anno scolastico 1924-25 le classi funzionanti furono 3 (16 alunni in prima, 7 in seconda, 20 in terza per un to­tale di 43 alunni di cui 11 femmine). Il Collegio dei professori ri­mase pressoché immutato con la sola aggiunta del professore De Iorio Giuseppe (ordinario di lettere italiane e latine) e del professore Micheli Guglielmo, ordinario di disegno, subentrato al pro­fessore Baratti Pietro.

Interessanti altri particolari degli inizi - Dalla situazione dei locali e arredamento stralciamo: "Il locale consta di due aule or­dinarie, di una aula grande per il disegno e di una sala per la pre­sidenza e segreteria. Delle tre aule una sola è ben esposta, un'altra è in pessime condizioni di luce; l'aula per il disegno accoglie anche la biblioteca dei professori e quella degli alunni. Il mate­riale didattico, primo nucleo dei costituendi gabinetti scientifici, è conservato in una delle aule ordinarie; manca una sala conve­niente per i professori e un adatto spogliatoio per le alunne. Locali insufficienti ed infelici. La rapidità con la quale procede la costruzione del nuovo palazzo delle Poste fa sperare che quanto prima l'edificio attualmente occupato della Amministrazione postale possa essere adattato a degna sede del Liceo Scientifico... In complesso l'arredamento scolastico è modesto, limitato allo stretto necessario, e corrisponde poco alle attuali esigenze della scuola".

Sono i problemi di sempre: difficoltà, inadeguatezze, spe­ranze molto spesso deluse!

Il Consiglio Provinciale di Arezzo nella sua adunanza del 29 febbraio 1923, su proposta del presidente Girolamo Ristori "deliberava per acclamazione di far voti perché il R. Liceo Scientifico di Arezzo fosse intitolato al nome del grande biologo e let­terato aretino Francesco Redi" e al tempo stesso deliberava di dedicare le aule del liceo ai nomi di tre decorati di medaglia d'oro: Cap. Marcucci Poltri Gian Pietro, casentinese, caduto nella guerra libica; Tenenti Benvenuti Giuseppe e Mancini Giuseppe, aretini, caduti nella grande guerra.

Si pensò subito a costituire le biblioteche dei professori e degli alunni.

Il nucleo fondamentale della biblioteca dei professori fu costituito dalla collezione degli "Scrittori d'Italia" edita da Laterza (57 opere in 88 volumi) donata dal Ministero: le pubblicazioni della gloriosa collezione continuano ad essere inviate al nostro Liceo, sempre a cura del Ministero. Fino dal 22 gennaio 1924 cominciò a funzionare la biblioteca degli alunni: 59 opere donate dagli insegnanti, altre 47 opere furono acquistate con i contributi mensili raccolti fra gli studenti. Queste le modeste origini delle due bi­blioteche del liceo, che contano oggi rispettivamente n. 3522 e n. 3716 volumi.

Piace notare come la biblioteca degli alunni sorse spontaneamente per opera degli alunni.

Un contributo straordinario del Ministero permise un pri­mo impianto del gabinetto scientifico: "alcuni buoni strumenti di fisica, vetrerie per la chimica, modelli cristallografici ed una collezione di minerali... con lo stesso contributo fu provveduto all'acquisto di materiale per l'insegnamento del disegno, e cioè trenta calchi in gesso di pezzi architettonici di differenti stili, cen­tosettantasei fotografie in grande formato di opere d'arte..."

Nel marzo 1924, il Preside, allo scopo di costituire la Cassa Scolastica, rivolse un appello, tanto nobile che ci piace riportarlo per intero:

"Perché la povertà non mortifichi l'intelligenza, perché la nazione possa valersi del contributo spirituale ed intellettuale di tutti coloro che sono per natura atti ad offrirlo, perché nella scuola i giovani imparino a conoscere e ad amare la patria come vincolo di fratellanza amorosa, come madre che non conosce differenze di nascita e di ricchezza fra i suoi figli migliori, perché la scuola diventi sempre più palestra di solidarietà nazionale ed umana, strumento efficace di educazione civile e raccolga sui banchi non indifferenti coetanei, ma affettuosi fratelli, vuole il. Governo che ogni Istituto d'istruzione abbia la sua Cassa scolastica. Essa provvederà ad aiutare gli alunni poveri, purché meritevoli e degni per naturale dono d'intelligenza e per costanza di volontà, ad incoraggiarli, a premiarli delle loro fatiche e della loro fede; e curerà altresì tutte quelle attività che necessariamente debbono integrare l'opera della rinnovata scuola italiana, perché essa possa essere veramente feconda di importanti risultati, biblioteca scolastica, sala di lettura, proiezioni illustranti i vari punti dei programmi di insegnamento, iniziative atte a far vivere insieme gli alunni educandoli alla disciplina nazionale e sociale, premi che facciano sentire praticamente il valore dello studio, diano la soddisfazione materiale del compiuto dovere, aiutino lo sviluppo della dignità personale dei giovani.

Questo Liceo Scientifico, che raccogliendo le più fattive fra le giovani energie della Provincia, sorge oggi a vita, intende fon-dare la sua Cassa scolastica e rivolge perciò a tutti, discepoli e loro famiglie, cittadini, Enti Associazioni, Autorità, un caldo ap­pello perché vogliano collaborare all'opera con le loro offerte, quali si siano, sempre efficaci e nobili".

La sottoscrizione, si rileva dagli atti, non dette il risultato sperato; fra gli oblatori figurano il Comune di Arezzo, I'Amministrazione Provinciale, alcune Banche ed Enti, varie personalità civili e religiose. Un contributo notevole fu dato dagli alunni i quali versarono l'avanzo di gestione della loro biblioteca e il re­siduo della sottoscrizione per la bandiera del Liceo Scientifico.

Quello che impressiona, è l'entusiasmo con cui tutti, inse­gnanti ed alunni, lavoravano nella nuova scuola, sentendola come cosa propria e cooperando perché si affermasse come centro di cultura viva.

Così iniziò la sua esistenza il glorioso Redi. Nell'ottobre 1925 si ebbe un corso completo (dalla prima alla quarta classe); il Liceo trovò gradualmente una sistemazione abbastanza decorosa nel primo piano del Palazzo di Badia (tanti ex alunni ricordano il bel porticato da cui si accedeva alle aule); l'Amministrazione Provinciale aumentò gradualmente i suoi stanziamenti per l'arredamento e l'acquisto di materiale biblio­grafico, didattico e scientifico di cui, anche mediante i contributi dello stato, si ebbe sufficiente dotazione.

Per i primi quaranta anni si ebbero una o due sezioni. Poi, con le iscrizioni degli alunni licenziati dalla nuova scuola media unica, ebbe inizio quella vertiginosa espansione che da 10 classi ha portato in breve tempo il Liceo Scientifico Redi ad essere la scuola più numerosa della provincia.

Per avere una idea dello sviluppo degli studi del Liceo Scientifico nella nostra provincia (e la situazione è analoga nel resto d'Italia) si tenga presente che dal piccolo Redi dei primi 15-20 anni, si è passati al Liceo Scientifico di Castiglion Fiorentino (1942-43), alle sezioni staccate di Montevarchi (1951-52) e di Sansepolcro (1954-55) e di Poppi (1970-71), ora Licei Scientifici autonomi.

Pur tenendo presente l'aumento in percentuale dei giovani che proseguono in generale gli studi oltre la scuola dell'obbligo, la preferenza degli studenti dell'ordine superiore classico per gli studi di Liceo Scientifico è evidente.

Ritornando al nostro liceo Redi (a parte i grandi disagi del periodo della seconda guerra mondiale e dell'immediato dopoguerra, gli esami del 1944, anno del passaggio del fronte, si svolsero parte a Giovi e parte a Montevarchi) si può dire che i primi quaranta anni di vita trascorsero in modo regolare e ordinato, potremmo dire sereno: scuola di piccole dimensioni, vera comu­nità educante in cui tutti gli alunni si conoscevano bene, i professori potevano comunicarsi facilmente le loro esperienze culturali e didattiche, i genitori diventavano dopo breve tempo tutti amici fra loro, le iniziative veramente iniziative di tutti, il preside conosceva tutti gli alunni ed i loro genitori, seguiva tutte le classi sino nei minimi particolari.

Le localizzazioni del Liceo, dalle origini ai giorni nostri, sono state le più varia: ospitato per una ventina di anni nel Palazzo di Badia (sede dell'Istituto Tecnico Commerciale e per Geometri), dopo una breve sistemazione al piano terreno dell'attuale sede dell'Amministrazione Provinciale, fu ospitato al secondo piano del Convitto Nazionale., trasferito nel 1965 in un'ala della attuale sede di via Leone Leoni, dopo pochi mesi condivise le aule dell'edificio con l'Istituto Tecnico per Geometri nel frattempo diventato isti­tuto autonomo. L'anno successivo, avendo avuto ambedue le scuole un notevole incremento di alunni e di classi, si rese ne­cessario adattare a locale scolastico la ex fabbrica dell'oro della Gori-Zucchi in via Schiaparelli. La massima parte delle aule ot­tenute (nel grande plesso hanno trovato sistemazione anche l'Istituto professionale commerciale "Vasari" ed alcune classi di scuola elementare) furono equamente divise fra il Liceo Scientifico e l'Istituto Tecnico per Geometri. L'anno più critico del nostro Li­ceo Scientifico, fu l'anno scolastico 1971-72, il quale vide i nostri ragazzi dislocati in Arezzo in ben 4 sedi: via Leoni, via Schiapparelli, via Varchi, Largo XVI Luglio. Dal  1995 il Liceo si è trasferito interamente nella attuale sede di via Leone Leoni.

Il Liceo Scientifico ha costituito una valida alternativa al fratello più anziano (il Liceo Classico, nato con l'unità italiana) per la serietà dei suoi studi, per l'impostazione rigorosamente scientifica del suo insegnamento, per la sua apertura al moderno.

Gli anni dal cinquanta al sessanta non solo furono gli anni in cui, passato il ciclone della guerra, si rifecero gli inventari, si ristrutturarono i gabinetti scientifici e le biblioteche, ma si attua­rono cineforum e recite; si organizzarono indimenticabili gite - veramente di studio e svago - in Italia e all'estero; si iniziò una intensa collaborazione con le famiglie la quale, prendendo annualmente il via il giorno della inaugurazione dell'anno scolasti­co (festa della consegna dei diplomi agli alunni maturi), si sviluppa proficuamente per tutto l'anno scolastico; si continuò ad ot­tenere brillanti affermazioni sportive.

E iniziata nel 1965 la partecipazione organica degli studenti alla vita del Liceo mediante un Comitato Studentesco formato da alunni, eletti dalle classi, suddiviso in varie commissioni: attività culturale, attività sportiva, turismo scolastico, redazione del giornalino scolastico. Da quella data gli alunni gestiscono direttamente la loro biblioteca. Dal Comitato si è passati col tempo alla forma delle Assemblee plenarie

La legge delega n.477/73 ha istituzionalizzato la partecipazione degli studenti e delle famiglie alla vita della scuola

Non è facile presentare in modo univoco le linee ispiratrici della opera educativa del Liceo, ma alcune convinzioni generali secondo cui ci siamo mossi, possono essere indicate. La scuola deve essere strumento di formazione e orientamento mediante l'acquisizione di "vera cultura"; deve favorire la promozione della persona in senso culturale, morale, civico; deve aiutare i gio­vani a trovare un loro metodo di studio veramente scientifico, deve aiutarli a capire i grandi problemi del presente, metterli in condizioni di dare il loro efficace contributo alla soluzione dei problemi del futuro in cui dovranno operare.

Deve indirizzarli verso gli ideali di onestà, giustizia, pacifica convivenza fra i popoli, abituarli al servizio verso gli altri, convincerli che ogni conquista individuale e collettiva non può es­sere che frutto di impegno tenace, sacrificio e dedizione.

E deve riuscire a convincerli che ci attenderebbe un periodo di paurosa depressione di civiltà se la scuola non riuscisse a far brillare come un meraviglioso presente, quanto l'intelligenza umana, nei suoi millenni di storia, ha saputo creare con la scien­za, la filosofia, la morale, la poesia e l'arte, quanto ha realizzato, sofferto, e sbagliato, nella ricerca di sempre migliori forme di convivenza civile e di progresso.

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