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Lettera del Preside agli studenti

Care studentesse, cari studenti

come vedete in questi giorni vi sto scrivendo piuttosto frequentemente. Sento il bisogno di mantenere un contatto con voi, almeno per via telematica, e penso che vi faccia piacere avere qualche chiarimento sul modo in cui il Liceo sta organizzando la didattica a distanza.

Come avete certamente letto, la sospensione delle lezioni in presenza si protrarrà quasi certamente per tutto il mese di aprile. Non è escluso neppure che l’a.s. si concluda solo on line, staremo a vedere gli sviluppi (augurandoci che invece la situazione sia tale da permetterci il rientro a maggio). In ogni caso ci stiamo attrezzando per ogni eventualità, l’anno non sarà perso, voi non sarete lasciati soli e troveremo le modalità più adatte.

Già incontrando in Rete i vostri Docenti lo scorso 6 marzo usavo una metafora che riporto anche a voi: non stiamo correndo i cento metri, ma piuttosto i tremila siepi (e forse una maratona). Per arrivare in fondo occorre quindi rispettare semplici ma fondamentali regole, che ho fatto presente anche ai vostri Docenti:

  • Tutti dovete essere in grado di connettervi. Il Liceo ho già distribuito alcuni notebook in comodato gratuito sulla base della certificazione Isee. Ne stiamo approntando altri. Tuttavia è anche possibile in certi casi collegare il cellulare al televisore di casa. Se il problema è la mancanza di connessione, sono disponibili su “solidarietà digitale” offerte gratuite per alcuni mesi. Si veda https://solidarietadigitale.agid.gov.it/#/
  • Connettersi è un atto necessario, che vi permette di utilizzare bene il tempo, imparare cose nuove, stare in relazione con i docenti e fra di voi.
  • Le lezioni devono essere comprese tra i 30 e i 40 minuti, non oltre. Occorre dare il tempo di una pausa tra le lezioni, anche perché le norme di sicurezza impongono delle interruzioni nell’uso degli schermi.
  • Va tenuto conto che on line occorrono tempi più distesi per le spiegazioni, dando la possibilità di fare domande e di assimilare i concetti
  • È bene prevedere una programmazione delle lezioni con largo anticipo, per permettere agli studenti di organizzarsi
  • Abbiamo stabilito che almeno sino al 3 aprile le verifiche siano solo formative. Quindi affrontatele con serenità: vi serviranno molto per rendervi conto di cosa sapete e cosa no, dei vostri punti di forza e quelli di debolezza.
  • Vedremo quando passare a verifiche anche valutative. I Dipartimenti stanno studiando i criteri cui attenersi per le valutazioni da utilizzare anche nel registro e nella media dei voti. Ne parleremo con i vostri Docenti. Vi dico però fin da ora che, date le circostanze, stiamo semplificando i criteri previsti dal Ptof, ad esempio diminuendo il numero delle verifiche e puntando ai contenuti essenziali delle discipline.
  • In ogni caso vi faccio presente che, a meno di problemi tecnici di connessione, un elemento importante di valutazione è rappresentato dalla quantità e dalla qualità della vostra partecipazione. La presenza, l’interesse, il rispetto delle consegne, la puntualità, l’appropriatezza degli interventi, la capacità di “stare” nel gruppo sono elementi fondamentali che vanno tenuti in considerazione.

Vi consiglio di organizzare con regolarità la vostra giornata, cominciando dal normale rispetto degli orari scolastici. Vi servirà sia come studio che come relazioni interpersonali.

Coltivate le relazioni. Cogliete l’occasione di una “permanenza forzata” a casa per parlare di più con i vostri familiari, per raccontare le vostre sensazioni, commentare un film o un libro. Per fortuna le tecnologie della comunicazione ci stanno dando una mano per farci sentire vicini anche se fisicamente distanti. In queste settimane, come potrete immaginare, sono in continuo contatto con i docenti, con il personale, ma anche con tanti genitori che scrivono per ringraziare e incoraggiare il Liceo ad andare avanti in questa “presenza” (e per questa vicinanza esprimo sincera gratitudine). Ma oltre al lato professionale vivo questa situazione anche su quello personale. Mi piace confidarvelo perché penso sia un modo per sentirci accomunati da quanto sta avvenendo. Ho un figlio che vive e lavora nel nord della Germania), un altro a Firenze, un altro in provincia di Arezzo ma in altro Comune; una nipote che vive e lavora in un’isola (territorio francese) vicino al Madagascar, un altro nipote che studia nell’estremo nord-est della Germania: potete immaginare che belle videoconferenze che stiamo facendo in famiglia! In questo momento è così per tutti: possiamo essere a pochi o a migliaia di chilometri di distanza, siamo costretti a non poterci abbracciare. Eppure, se sappiamo unire umanità e tecnologia, possiamo anche trasformare questo momento difficile in occasione di conoscenza reciproca più profonda e vera.

Un caro saluto, il vostro Preside