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Lettera del Dirigente sulla manifestazione del 27 settembre

 

 

Mi scuso per la sinteticità delle argomentazioni, ma mi preme sottolineare cinque aspetti.

  1. la difesa dell’ambiente è una questione fondamentale, la cui priorità dovrebbe stare in cima alle agende di tutti, a partire da una classe politica distratta dalle proprie beghe di potere e anche di tutti noi, spesso pigri.
  2. La difesa dell’ambiente è una realtà complessa: per non ridurla a slogan o mode è necessario molto studio e approfondimento. Sarebbe bene che anche la scuola se ne occupasse di più. A volte anche in buona fede possiamo sbagliare perché non abbiamo gli strumenti per fare le scelte giuste, sia come cittadini che come consumatori. Quindi lo studio è fondamentale.
  3. Per gli studenti: ma se proprio ritengono in coscienza giusto non andare a scuola, che senso ha farlo con la benedizione del Ministro? Se ritengono necessario attirare l’attenzione su un problema con un gesto di rottura, non è meglio farlo accettandone le conseguenze? Per gli adulti: come si pensa di rispettare l’autonomia dei giovani svuotandone il potenziale di contestazione? Greta ha più volte criticato gli adulti che si dicono “dalla sua parte”. Ha detto giustamente che gli adulti che hanno responsabilità specifiche devono “fare la loro parte”: assumersi queste responsabilità, fare il loro dovere e il loro mestiere. Devono salvaguardare il futuro delle generazioni proteggendo l’ambiente.
  4. Per il Ministro: non è meglio che nel suo ruolo contribuisca a salvaguardare l’ambiente realizzando scuole prima di tutto sicure, ma allo stesso tempo sostenibili, attente al risparmio energetico? Abbiamo un’edilizia vecchia, inadatta e sconsiderata. Anche disastrosa per l’ambiente. Vogliamo prenderne atto, fare delle scelte e trovare le risorse? Certo, è più difficile. Ma ognuno deve fare il suo mestiere. Non far finta di fare quello (eventualmente) di un altro.
  5. Per tutti noi: dopo i “venerdì del futuro” ci sono tutte le settimane i “sabati del futuro”. Le nostre scelte di spesa influenzano l’economia. “Votiamo con il portafoglio”, come si dice. Occorre scegliere comportamenti di vita (e di acquisti) che fanno bene all’ambiente. Per questo servono informazione e cultura. Un progetto di società, l’uscita dal consumismo di rapina che distrugge l’ambiente e gli esseri umani. Questo deve fare la Scuola.

Noi vogliamo fare la nostra parte, tutti i giorni. I ragazzi sono giustamente appassionati per l’impegno civile e vanno incoraggiati. Ma non ad accontentarsi degli adulti che si mettono la coscienza a posto mimetizzandosi tra i giovani.  Ricordo quindi che l’eventuale assenza di domani non è autorizzata dalla Scuola. Invito tutti comunque a dare il giusto spazio ai temi ambientali, non solo domani ma in generale. Possibilmente cercando di far capire che esiste una globalità da affrontare: ad esempio oggi (26 settembre) è la giornata mondiale per il disarmo nucleare. Nessuno ne parla, ma ambiente e umanità intera sono minacciati dalle armi nucleari in maniera più grave che in passato. L’equilibrio del terrore ha impedito l’uso di altre bombe dopo il 1945: ma la diffusione dell’atomica a molti Paesi e le sue versioni “miniaturizzate” rendono sempre più forte la tentazione di usarle in conflitti locali. Anche questo è “tutela dell’ambiente”. Occorre tutto un insieme di comoprtamenti: i gesti quotidiani dei singoli, le scelte politiche ed economiche, lo studio per affrontare in modo non epidermico i problemi.