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Curare l'ambiente. Visita all'impianto di smaltimento rifiuti di San Zeno

Laudato si', mi' Signore, per sora nostra matre Terra,
la quale ne sustenta et governa,
et produce diversi fructi con coloriti flori et herba.

 

Correva l’anno 1226, eppure già a quell’epoca troviamo esseri umani che cantavano di quell’essenza portentosa che è il nostro pianeta Terra. Però oggi, rievocando il componimento di San Francesco d’Assisi conosciuto come “Il Cantico delle Creature”, una sensazione di nostalgia pervade i nostri cuori.

Se siamo giunti a fare appello a questo testo, la spiegazione risulta chiara ed evidente: a causa della pratica quotidiana del consumismo, oggi, l’unica cosa che cresce è l’inquinamento. Ma era necessario arrivare a questo punto per capire che la Terra è in pericolo?

Al fine di educare le masse al rispetto delle risorse naturali, è molto importante ed essenziale organizzare dei progetti che mirino a sensibilizzare i giovani. Soprattutto gli studenti, dalle cui mani germoglierà il futuro.

Nel nostro liceo spicca il progetto interdisciplinare “AMBIENTE e UOMO conoscere per aver cura”, curato da alcuni docenti dell’istituto, i quali avevano prenotato una visita all’Impianto di smaltimento dei rifiuti in zona San Zeno, in data 23 Marzo 2019.

Durante il corso della mattinata, guidati e coordinati dall’Ing.Lorenzo Ceccherini, ex alunno del nostro Liceo, circa 100 studenti sono stati divisi in quattro gruppi, e si sono alternati nelle diverse attività proposte. Abbiamo assistito a tre conferenze molto interessanti, le quali non hanno toccato soltanto l’ambito dello smaltimento dei rifiuti. Infatti, è stata trattata una vasta gamma di argomenti, tra cui l’alimentazione.

I nostri tempi sono caratterizzati da una grande frenesia e da una velocità d’azione che causano ritmi di vita pesanti, talvolta difficili da sopportare. Le abitudini sono mutate proprio per poter sostenere il tempo che scorre velocissimo. Abbiamo dovuto trovare delle soluzioni adatte a soddisfare i nostri bisogni in modo rapido, per non dover perdere troppo tempo; di conseguenza oggi preferiamo mangiare cibo spazzatura che costa poco, trascurando il benessere apportato dalla frutta e verdura fresca, che è stata coltivata con cura e rispetto così che potesse assorbire tutte le sostanze nutritive possibili.

Inoltre, dal punto di vista biochimico, siamo stati informati sull’esistenza di un ormone chiamato “leptina”, il quale ha un ruolo importante nella regolazione dell'ingestione e della spesa calorica, compreso l'appetito ed il metabolismo. (La leptina è uno dei principali ormoni prodotti dal tessuto adiposo, il quale agisce nella regolazione del bilancio delle riserve energetiche regolando il senso di sazietà).

In più ci è stato ribadito che l’uomo non è un animale sedentario, ma un animale sociale attivo ed energico. La malnutrizione e il rifiuto da parte nostra di praticare attività fisica incide sul nostro organismo in maniera deleteria, facendoci ammalare.

Una visita completa dell’inceneritore ci ha poi permesso di capire meglio il funzionamento del processo di smaltimento dei rifiuti. Abbiamo osservato gli addetti alla torre di controllo mentre monitoravano l’eliminazione dei rifiuti dell’indifferenziato e dell’organico all’interno dei forni, evitando eventuali incidenti di combustione. Abbiamo appreso che l’impianto serve l’intero comune di Arezzo e include anche le vallate circostanti. Le macchine sono costantemente controllate e vengono sostituite in tempi abbastanza brevi, in maniera tale da incidere il meno possibile sull’ambiente. Quest’opera di continua manutenzione permette all’impianto di essere ecosostenibile.

Abbiamo anche avuto la possibilità di osservare un orticello botanico nel quale vengono coltivati ortaggi. In seguito, questi vengono analizzati in laboratorio, per rilevare costantemente il tasso di inquinamento prodotto dall’impianto. Durante il tour siamo stati scortati da un ingegnere civile che non ha esitato a rispondere ai nostri quesiti.

Per concludere, ci tengo a sottolineare che questa è stata un’esperienza molto istruttiva e significativa, che ci ha permesso di entrare in contatto con una realtà che ci riguarda personalmente, anche se da noi spesso ignorata.

 

MARIA ROMANELLI, studentessa che ha preso parte all’uscita didattica