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Rifugiati: una storia in ogni numero

Abdou nel suo paese si trovava in difficoltà, perciò ha deciso di scappare, lasciandosi alle spalle tutto ciò che aveva.

 

Abdou ha attraversato numerosi paesi in un viaggio durato mesi, attraverso il deserto, la guerra ed infine il mare, lungo quello che è chiamato “Il canale della morte”.

Abdou ha sofferto la fame, la sete, il caldo; Abdou ha visto molti suoi compagni morire; Abdou ha lavorato per una manciata di spiccioli, in silenzio, come tanti altri di cui il mare ha cancellato il nome.

Eppure Abdou ce l’ha fatta.

Quella di Abdou è solo una delle tante storie che coloro che ogni anno cercano rifugio presso le nostre coste si portano dietro, una delle tante storie che troppo spesso vengono stipate in un’unica grande definizione che le sminuisce ed appiattisce: immigrazione.

“RIFUGIATI: UNA STORIA DIETRO OGNI NUMERO”;questo è stato il tema centrale dei quattro incontri proposti dal Prof. Campanile durante i quali abbiamo analizzato il fenomeno sotto vari punti di vista, da quello mediatico a quello statistico per prepararci all’incontro con un testimone diretto. Nel corso di queste ore abbiamo potuto constatare la complessità della situazione che ci troviamo a vivere e ci siamo resi conto di quanto le nostre conoscenze fossero

manchevoli ed erronee. Abbiamo capito che esistono diversi modi di affrontare un fenomeno così ampio e che per farlo al meglio sono necessarie informazione, organizzazione e razionalità, oltre ad una buona dose di flessibilità mentale.

Grazie ad una serie di attività che hanno richiesto la nostra completa partecipazione e capacità di immedesimazione, siamo stati portati a riflettere e ad abbattere i nostri pregiudizi, pur tenendo sempre presenti le difficoltà relative all’accoglienza.

E’ stata indubbiamente un’esperienza interessante, formativa, singolare, sorprendentemente priva di quell’ipocrisia e formalismo tipici di certi progetti scolastici.

Non c’è mai stata volontà di minimizzare l’enorme sforzo che il nostro paese sta compiendo per accogliere tutti coloro che come Abdou sono scappati, ma siamo fortemente convinti che tutto questo sia possibile solo se basiamo il nostro operato su empatia, organizzazione e collaborazione.

 

Costanza Bordiga e Leonardo Orestini della V°D 2016-17